Che cosa sono i rivetti chiusi
I rivetti chiusi sono dispositivi di fissaggio permanente costituiti da un gambo cilindrico e una testa già formata. Durante l'installazione, il gambo viene inserito in un foro e poi deformato meccanicamente (mediante martellatura, pressione o attrezzi pneumatici) per creare una seconda testa, bloccando così i componenti in modo stabile e duraturo.
A differenza delle viti, i rivetti non possono essere rimossi facilmente: per questo motivo trovano applicazione in strutture che richiedono unioni permanenti e affidabili, come industria aeronautica, nautica, carpenteria metallica e lavori di fissaggio su legno.
Tipologie principali di rivetti chiusi
Rivetti a doppia testa
Sono i rivetti più comuni e versatili. Caratterizzati da una testa cilindrica o leggermente bombata su entrambi i lati (una preformata, l'altra creata durante l'installazione), garantiscono un fissaggio robusto e simmetrico. Si distinguono per:
- Testa piana: minimizza sporgenze, ideale per superfici che devono restare lisce;
- Testa svasata: penetra nel materiale, creando una superficie continua (utilizzata soprattutto in applicazioni aeronautiche);
- Testa bombata: offre maggiore resistenza ai carichi e superficie di contatto più ampia.
Rivetti cap (o con calotta)
Dotati di una calotta decorativa o protettiva sulla testa, i rivetti cap combinano funzione di fissaggio e aspetto estetico. Molto utilizzati in applicazioni decorative, rivestimenti, assicurazioni esterne e contesti dove l'apparenza è importante.
Rivetti per legno
Progettati specificamente per l'assemblaggio di componenti in legno (mobili, carpenteria, manufatti artigianali), questi rivetti hanno:
- Gambi di diametro adatto alla resistenza del legno;
- Teste leggermente più grandi per distribuire meglio il carico e evitare spellature;
- Spesso realizzati in ottone, acciaio dolce o alluminio per non danneggiare il materiale.
Materiali e composizione
I rivetti chiusi sono realizzati in diversi materiali a seconda dell'applicazione:
| Materiale | Caratteristiche | Applicazioni tipiche |
|---|---|---|
| Acciaio dolce | Economico, deformabile, resistenza media | Fissaggi generici, strutture non critiche |
| Acciaio inox | Resistenza alla corrosione, elevata durabilità | Ambienti umidi, marini, esposti agli agenti atmosferici |
| Alluminio | Leggero, resistente alla corrosione, deformabile | Industria aeronautica, strutture leggere, settore automotive |
| Ottone | Antimagnético, buona resistenza alla corrosione, estetico | Applicazioni decorative, componenti visibili, setting nautico |
| Rame | Conduttività elettrica, resistenza alla corrosione | Applicazioni elettriche, installazioni specializzate |
Dimensioni e designazione
I rivetti chiusi sono normalmente designati con il diametro del gambo (in mm) e la lunghezza. Le dimensioni più comuni variano da diametri di 2,4 mm fino a 6,4 mm, con lunghezze che vanno da pochi millimetri a oltre 20 mm.
La scelta della lunghezza dipende dallo spessore totale dei materiali da unire e dal tipo di attrezzo disponibile. Una lunghezza insufficiente compromette la formazione della seconda testa; una lunghezza eccessiva provoca spreco di materiale e difficoltà operative.
Normative di riferimento
Benché i rivetti chiusi non siano coperti da una norma UNI unica e comprehensiva, esistono riferimenti normativi internazionali che ne regolano le caratteristiche, le tolleranze e i metodi di prova:
- ISO 1051 e correlate: specifiche per rivetti in alluminio e acciaio, utilizzate principalmente in industria aeronautica e meccanica;
- DIN 660 e serie DIN: standard tedeschi per rivetti a testa piana e svasata, ampiamente adottati in Europa;
- ASTM B117 (norma americana): prova di nebulizzazione salina per valutare la resistenza alla corrosione;
- Specifiche di settore (aeronautico, nautico, ferroviario) che definiscono standard più stringenti per applicazioni critiche.
Per applicazioni richiedenti conformità normativa, è consigliabile consultare direttamente i dati tecnici del produttore e gli enti di certificazione (UNI, ENTE italiano per la normazione, o organismi internazionali equivalenti).
Come installare i rivetti chiusi
L'installazione richiede attrezzi specifici e un processo controllato:
- Preparazione dei fori: realizzare fori perfettamente puliti e perpendicolari, con diametro corrispondente al gambo del rivetto;
- Inserimento: posizionare il rivetto nel foro, assicurando che la testa poggi completamente sul materiale;
- Deformazione: utilizzare un attrezzo manuale (martello e punta rivettante), pneumatico o elettrico per colpire e deformare il gambo sporgente, creando la seconda testa;
- Controllo: verificare che la seconda testa sia ben formata e il fissaggio sia stabile.
Per applicazioni professionali e in serie, vengono impiegati rivettatori idraulici o pneumatici che garantiscono uniformità e qualità delle unioni.
Vantaggi e limitazioni
Vantaggi
- Unione permanente: resistente al vibrazione e alle sollecitazioni cicliche;
- Affidabilità: nessun rischio di allentamento nel tempo, a differenza delle viti;
- Semplicità: processo rapido e ripetibile, soprattutto con attrezzi pneumatici;
- Costo contenuto: rivetti e procedura di installazione economici rispetto ad altre tecnologie;
- Versatilità materiali: disponibili in numerose composizioni per ambienti aggressivi e critici.
Limitazioni
- Non rimovibili: per smontare è necessario forare o mecanicamente rimuovere il rivetto;
- Attrezzi specifici: richiede martelli rivettanti, pistole pneumatiche o macchinari dedicati;
- Difficoltà su materiali fragili: il procedimento potrebbe danneggiare il legno o materiali compositi se non eseguito con cura;
- Qualità dipendente dall'operatore: con attrezzi manuali, il risultato dipende dall'esperienza e dalla precisione dell'installatore.
Applicazioni pratiche
I rivetti chiusi trovano impiego in numerosi ambiti:
- Industria aeronautica: unioni critiche di fusoliera, ali e componenti strutturali (con rivetti in alluminio o titanio);
- Settore nautico: assemblaggio dello scafo e componenti esposte all'acqua (con rivetti in acciaio inox o ottone);
- Carpenteria e mobili: fissaggio di componenti in legno, particolarmente in manufatti che richiedono elevata solidità;
- Automotive: unioni non critiche di pannellature e componenti esterne;
- Edilizia: fissaggio di rivestimenti metallici, grondaie, componenti esterne;
- Applicazioni decorative: rivetti cap in contesti estetici e di design.
Confronto con altri sistemi di fissaggio
Rispetto a viti, bulloni e saldature:
- vs. Viti: rivetti non si allentano e garantiscono unioni più stabili nel tempo, ma non sono rimovibili;
- vs. Bulloni: rivetti richiedono meno spazio, non necessitano di dado e sono più leggeri, ma non consentono regolazione;
- vs. Saldature: rivetti non deformano il materiale circostante, non richiedono riscaldamento e sono adatti a leghe sensibili al calore, ma offrono minore resistenza su materiali molto spessi.
Consigli di scelta e acquisto
Per selezionare i rivetti chiusi più adatti:
- Materiale del componente: scegliere un rivetto compatibile (o più resistente) del materiale da unire per evitare corrosione galvanica;
- Ambiente d'uso: per ambienti umidi o marini, prediligere acciaio inox o ottone;
- Carico e sollecitazione: valutare il diametro e il numero di rivetti sulla base delle forze in gioco;
- Strumenti disponibili: verificare la compatibilità con i rivettatori in proprio possesso;
- Estetica: i rivetti cap aggiungono valore estetico ma richiedono maggiore precisione di installazione.
Fonti
- International Organization for Standardization (ISO) – Norme tecniche per rivetti e fissaggi
- UNI – Ente italiano di normazione – Standard nazionali e internazionali
- Deutsches Institut für Normung (DIN) – Standard tedeschi per rivetti e componenti di fissaggio
- ASTM International – Specifiche e prove di resistenza alla corrosione






