Che cosa regola la normativa DIN per le viti
La normativa DIN (Deutsches Institut für Normung) stabilisce standard tecnici internazionali per la progettazione, la produzione e la classificazione delle viti. Questi standard garantiscono che i produttori rispettino specifiche dimensionali, di resistenza e di qualità, rendendo le viti intercambiabili e affidabili in qualsiasi applicazione industriale, artigianale o domestica.
Le norme DIN rappresentano uno dei sistemi di standardizzazione più riconosciuti a livello mondiale, spesso allineati con norme ISO e EN. Il rispetto di questi standard è fondamentale per garantire la sicurezza strutturale dei fissaggi.
Le principali norme DIN per viti
DIN 933 e DIN 931: viti a testa esagonale
La DIN 933 regola le viti a testa esagonale con filettatura completa su tutta la lunghezza. La DIN 931 è simile, ma con filettatura parziale (senza filettatura nella parte inferiore). Queste due norme sono tra le più utilizzate in Europa.
Caratteristiche principali:
- Testa esagonale standardizzata con specifiche angolazioni
- Passo metrico ISO M3 fino a M36
- Lunghezze standardizzate da 8 mm a oltre 200 mm
- Disponibili in varie classi di resistenza
DIN 912: viti a testa cilindrica con esagono incavato
Questa norma definisce le viti socket head (testa cilindrica bassa con esagono incavato), molto diffuse nel settore meccanico e nel fissaggio di precisione. Offrono un'estetica pulita e una distribuzione uniforme della forza.
DIN 965 e DIN 963: viti a testa svasata
Regolano le viti a testa svasata (piana) con pozzetto di avvitamento diverso. La DIN 965 prevede angolo di svasatura di 90°, utilizzate principalmente per applicazioni estetiche.
Classi di resistenza: come leggerle
Le viti DIN sono classificate per resistenza meccanica mediante una marcatura alfanumerica (ad esempio 4.8, 8.8, 10.9). Questa classificazione indica:
- Primo numero (prima del punto): resistenza alla trazione in centinaia di MPa. Una vite classe 8.8 ha una resistenza a trazione di circa 800 MPa
- Secondo numero (dopo il punto): rapporto percentuale tra carico di snervamento e carico di rottura. Una classe 8.8 ha limite di snervamento pari all'80% della resistenza a trazione
Classi comuni:
- 4.6: uso generico, applicazioni a basso stress
- 5.8: fissaggi standard industriali
- 8.8: applicazioni ad alta resistenza, automotive, macchinari
- 10.9: eccezionale resistenza, carichi molto elevati
- 12.9: massima resistenza, applicazioni critiche
Altre norme DIN rilevanti
DIN 127: rondelle di sicurezza
Regola le rondelle elastiche che evitano l'allentamento delle viti. Fondamentali per fissaggi soggetti a vibrazioni.
DIN 985 e DIN 987: dadi autobloccanti
Specificano dadi con inserto in nylon o in metallo per prevenire lo svitamento accidentale, spesso utilizzati in combinazione con viti DIN 933 o 931.
DIN 7985: viti a testa cilindrica con croce Pozidriv
Definisce le viti con testa cilindrica e pozzetto a croce, comuni nel settore del fissaggio leggero e nella carpenteria.
Pro e contro dei fissaggi DIN
Vantaggi
- Standardizzazione garantita: intercambiabilità tra produttori diversi
- Affidabilità documentata: specifiche tecniche precise e verificabili
- Reperibilità ampia: disponibili presso qualunque fornitore
- Costi competitivi: produzione in massa riduce i prezzi
- Compatibilità con componenti: dadi, rondelle e altri accessori seguono le stesse norme
Svantaggi
- Meno flessibilità: se occorre una dimensione fuori standard, non è disponibile
- Marcatura e identificazione: richiede conoscenza delle codifiche per scegliere correttamente
- Qualità variabile tra produttori: pur rispettando la norma, il livello qualitativo può differire
Come valutare prima dell'acquisto
1. Identificare il carico da sopportare: determinare il peso e il tipo di stress (trazione, torsione, vibrazioni). Questo influenza direttamente la classe di resistenza necessaria.
2. Verificare il materiale: le viti DIN sono comunemente in acciaio zincato, acciaio inox o acciaio al carbonio. La scelta dipende dall'ambiente (umidità, corrosione, temperature).
3. Controllare la lunghezza e il diametro: misurare con precisione lo spessore del materiale e la profondità di ancoraggio. La lunghezza deve permettere almeno 2-3 spire di vite nel foro filettato.
4. Scegliere il tipo di testa: testa esagonale per ampi spazi e forza elevata, testa cilindrica per finitura estetica, testa svasata per applicazioni a filo.
5. Verificare la finitura superficiale: acciaio zincato per esterno, inox per ambienti umidi o chimicamente aggressivi, trattamento fosfatato per applicazioni industriali.
6. Consultare le tabelle di carico: molti produttori forniscono dati di carico ammissibile in funzione della classe, del diametro e del materiale base.
Marcatura sulla vite: come leggerla
Sulla testa delle viti è inciso il codice che identifica la classe di resistenza. Ad esempio:
- 4.6, 5.8, 8.8: numeri stampati direttamente sulla testa
- 10.9, 12.9: spesso accompagnati da linee di riferimento per facilità di lettura
Questa marcatura è essenziale per identificare la vite in magazzino e verificare che sia stata ordinata la classe corretta.
Casi d'uso principali
- Automotive e motori: classi 8.8-12.9 per elevate sollecitazioni
- Carpenteria metallica: classi 5.8-8.8 con zincatura per resistenza alla corrosione
- Impianti industriali: classi 10.9 e acciaio inox per ambienti severi
- Elettronica e meccanica di precisione: DIN 912 (socket head) per distribuzione omogenea della forza
- Fissaggi leggeri domestici: classi 4.6-5.8 in acciaio zincato



